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New Entry per i Northern Lines

New Entry per i Northern Lines

 
I Northern Lines annunciano ufficialmente l’entrata nella Band di un nuovo, importante elemento: Leonardo Disco!


Pianista, tastierista e laureando al Conservatorio di Musica “Licinio Refice” di Frosinone. La band promette così di regalarci qualcosa di interessante dal vivo e in studio!

Che dire, vi facciamo i nostri migliori auguri dalla redazione di Postrock.it e aspettiamo di vedervi in azione dal vivo. Siamo sicuri che il vostro sound ci regalerà presto qualcosa di nuovo e inatteso.

Leonardo va ad aggiungersi ad una band con un sound già molto ricco e dalle larghe vedute, che non potrà fare altro che migliorare la qualità di un album come “The Fearmonger” che già ci ha dato tanto!

Se vuoi leggere la recensione dell’album, clicca qui!

A presto ragazzi!

Paul – Postrock.it



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“Follow Me When I Leave”, secondo lavoro dei Babel Fish

Follow Me When I Leave

Secondo lavoro dei Babel Fish
Follow Me When I Leave, secondo lavoro dei Babel Fish.

La band, nata nel Novembre 2015, mi teletrasporta immediatamente in un nuovo mondo, fin dalle prime note di “Morning Birds”, il primo dei quattro pezzi dell’EP che stiamo presentando. La miscela di post-rock, art-rock e shoegaze lasciano senza fiato, soprattutto per l’uso che fanno della voce all’interno di brani che sposano l’attitudine dello strumentale. Interessante infatti la scelta di partire con la voce, togliendola durante l’apertura vera e propria del primo brano, tanto attesa e giunta solo al terzo minuto. Esplosione di suoni.

“TGD” ha una partenza sospesa, a tratti ansiogena, che prende forma con l’entrata della voce: sonorità che difficilmente permettono di distinguere la realtà dall’immaginazione, catapultando in un mondo del tutto nuovo, interiore o esteriore non ne ho realmente idea, ma sicuramente un mondo nuovo. Persino il video, infatti, mostra alcune scene del film muto del 1920, “Il Gabinetto del Dottor Caligari” di Robert Wiene. Scelta colta e intelligente. La scenografia, di fatti, si sposa benissimo con la canzone, trasformata qui in una vera e propria colonna sonora.

Il terzo brano, “Veins” ha un primo approccio più ritmato e diretto, rispetto alle altre canzoni. Di fatti la chitarra esplosiva non tarda a farsi sentire, dopo appena trenta secondi. La melodia principale continua a martellare frenetica nella mia mente di ascoltatrice, mentre tutto intorno si crea un ambient puro e potente. Circa un minuto di pace viene a seguire, con una sola chitarra, come un pianto nelle mie orecchie. E successivamente accorrono gli altri strumenti a dargli quasi conforto.

Il mio ascolto favorito di questo EP, registrato al Bombanella Soundscapes, è stato senza ombra di dubbio “Veins”, anche se devo ammettere che “Follow Me When I Leave”, il brano che ha dato il titolo a questo EP, rappresenta sicuramente meglio il genere che appropria questi ragazzi, creatori di un progetto che vale davvero la pena ascoltare, in un mondo musicale dove oramai davvero in pochi hanno le idee chiare. La tematica principale, infatti, è l’assenza di movimento, di definizione e di significato. Un’assenza che va esplorata con cautela e senza pregiudizio, per potersi rivelare un terreno fertile ad una nuova rinascita.

Voto: 7

Membri:

Giordano Calvanese: batteria
Gabriele Manzini: chitarra e voce
Matteo Vezzelli: basso
Edoardo Zagni:chitarra

Tracklist:

Morning Birds
TGD
Veins
Follow Me When I Leave

Contatti:

Facebook: https://www.facebook.com/babelfishofficial/
Ufficio Stampa: [email protected] 

J. Postorock.it

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Post Rock

Postrock: istruzioni per l’uso

Postrock

Istruzioni per l’uso
Postrock.
Un mistero per molti. In Italia, ancora oggi una parola che genera confusione. Molti preferiscono non parlarne. Altri usano semplicemente altri nomi. Ma la realtà è che il Postrock è un genere ibrido, che si è formato insieme al significato stesso del nome, e che ancora oggi si plasma intorno ad una musica che alcuni semplicemente non riescono a descrivere.

Molti sono i generi da cui il post rock attinge le proprie radici. A partire dagli anni ’80, ci si trovò di fronte al problema di non riuscire semplicemente a dare una definizione a tutta quella serie di band sperimentali e psichedeliche che si andavano formando. Dopo la fusione tra elettronica, musica blues e tradizioni folkloristiche, nel mondo si è andata via via formando una lista infinita di generi musicali: dall’hard rock al heavy metal, dal punk al trash metal, dalla psichedelia alla musica elettronica.

Nonostante agli inizi degli anni ’80 ci fosse già un range molto ampio di generi musicali sotto il quale etichettare tutte le varie band di fama internazionale, improvvisamente ci si trovò di fronte a qualcosa che non si era mai sentito prima. Alcune band, infatti, cominciarono a mischiare tra loro i generi musicali a tal punto che era impossibile definire quale fosse la radice del suono. Fra i gruppi “fondatori” del genere (ovvero fra i primi gruppi ai quali l’espressione post-rock fu riferita in modo sistematico, fino a identificarla con il loro stile) ci sono i Slint e i Tortoise (fra gli album di quest’ultimo gruppo fu molto influente, in particolare, Millions Now Living Will Never Die), ma anche gruppi come i Talk Talk che sul finire degli anni ’80 rivoluzionarono la loro musica (in precedenza erano synth-pop). sono accreditati come tra i fondatori del post-rock.

Ed ecco che naque la parola magica: Postrock.

L’espressione fu coniata da Simon Reynolds in un articolo sul numero 123 della rivista musicale The Wire (maggio 1994) e si riferiva originariamente a gruppi come Stereolab, Disco Inferno, Seefeel, Bark Psychosis e Pram;

Molti sono tentati di snobbare questo nome in quanto apparentemente troppo generico. Eppure Postrock è un nome che nasconde un significato ben più grande, e non basta un primo sguardo per capirlo.

Insomma, eccoci arrivati alla fatidica domanda: che cos’è il post rock?

Il post rock è la musica Non conforme. non conforme ai canoni della società, della politica, delle etichette discografiche e delle emittenti radiofoniche e televisive. Il post rock è la musica non etichettabile.

Molto spesso il post rock viene associato alla musica strumentale, ma la verità è che la musica sperimentale è aperta a 360° e non si limita a niente.

La musica non conforme è quella musica che sperimenta sonorità in modo insolito, che riesce ad accostare elementi e suggestioni completamente differenti e non usuali nella musica attuale, formando quello che possiamo definire un Ibrido.

Che cos’è un ibrido?

In senso colloquiale, senza alcuna connotazione scientifica, per ibrido si intende un organismo, reale o di fantasia, spesso con caratteristiche mostruose, che coniuga le caratteristiche di due esseri anche completamente differenti, e per estensione si proietta metaforicamente per similitudini, il concetto anche al di fuori dei viventi come ad esempio in veicolo ibrido, in letteratura riferito a parole composte in modo eterogeneo, eccetera.

In senso scientifico, un Ibrido è un individuo generato dall’incrocio di due organismi che differiscono per più caratteri, che nell’ambito delle scienze biologiche ha differenti significati.

Ed ecco che la musica post rock diventa finalmente il tassello mancante del mosaico, quel mosaico della musica che, dopo un estremo processo di cristallizzazione, aveva intrapreso un processo di cristallizzazione destinato a entrare in conflitto con la realtà attuale.

La verità è che catalogare la musica non è più semplice come lo poteva essere cinquanta o sessant’anni fa. Il progresso culturale, economico e soprattutto tecnologico ha creato non pochi problemi nella nomenclatura musicale.

Improvvisamente le persone si trovano di fronte al problema di non saper più distinguere realmente un genere dall’altro: chi suona cosa? Il dj è un musicista? Le basi sono da considerarsi una musica live? Cosa fa di una persona un musicista?

Il post rock è questo. È un genere che non teme confronti, che non ha bisogno di definizioni rigide, ma che si plasma seguendo la morbidezza con cui si forma e si adatta la società moderna. È un genere disposto ad accogliere tutto, ma che facilmente si definisce seguendo questa pista che si è andata formando con esso: una musica fuori dagli schemi, una musica traportante, avvincente, indefinibile. Una musica ribelle se vogliamo, che non accetta di sottostare sotto un unico genere.

Il post rock è una musica quantica, dove un valore non è più assoluto, dove posizione ed energia sono un tutt’uno e non è più possibile stabilire entrambe nello stesso momento.

Alcuni di voi sicuramente ricorderranno il celebre paradosso del gatto di Schrödinger, con cui il fisico austriaco descrisse come la meccanica quantistica diventasse assurda se applicata ad un sistema macroscopico. Il gatto è vivo o è morto?

La risposta è che il gatto è sia vivo che morto.

Allo stesso modo, vi invito ad ascoltare band come Alcest, God is an astronaut, Sigur Ros e a rispondere: che genere è?



Alcuni si aggrapperanno ad alcune sonorità piuttosto che ad altre, e finiranno con una generalizzazione estremamente limitativa e incapace di contenere un contenuto musicale così ampio. I generi sono ormai contenitori troppo piccoli e non possono più contenere la grandezza di certe sonorità.

Il post rock è un genere in grado di adattarsi al proprio contenuto, a plasmarmi su di esso, e di crescere ed evolversi con esso. È un genere che non teme l’evoluzione umana o il progresso tecnologico, perchè parte dal presupposto che tutto è in evoluzione ed è destinato ad unirsi. Le popolazioni sono destinate ad unire le proprie culture, a dare vita a movimenti di pensiero nuovi, e tutto questo è un richiamo a liberare finalmente la musica dalle briglie in cui ci ostiniamo a intrappolarla ormai da troppi anni.

Il post rock è la musica. Senza limiti.

Benvenuto nel portale dedicato alla musica Postrock. Cosa aspetti? immergiti nelle nostre recensioni.

Paul – Postrock.it