Earthset - L'uomo meccanico - Postrock.it
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Earthset

L’uomo meccanico
Gli Earhset sono un progetto italiano molto interessante, nato a Bologna. Il loro sound affonda le radici in percorsi psichedelici a tinte post rock, con un timbro alternative rock classico.

La miscela personale che si crea, tocca ambienti e paesaggi culturali importanti, infatti sin dal 2013, la band ha un evoluzione musicale enorme, fino alla maturità definitiva, che li conferma a pieno in questa nuova opera.

L’Uomo Meccanico è un album live registrato al Teatro Comunale di Bologna, ed è uno spettacolo incredibile, che il collettivo ha portato già nel suo tour, nel periodo (2019 – 2020) prima della pandemia.

Di questo concept album, troviamo anche una colonna sonora uscita poco dopo e distribuita, per due etichette notevoli Dischi Bervisti e Koe Records. In questo lavoro si narra in chiave teatrale il film muto del 1921, diretto dal comico Andrè Deed, dove si narra un racconto sensibile e struggente. Ampliato nel confronto tra un robot buono e uno cattivo, su un mondo fantascientifico e di grande gusto sofisticato. Il concerto viene suddiviso in otto capitoli silenziosi e sussurrati, che si aprono leggeri durante il cammino, dove la band con un carisma visionario, porta a termine le composizioni in modo eccellente.

Con lo studio attento analizziamo l’apertura del primo capitolo, con il Preludio che annuncia una vibrazione oscura e misteriosa.

Nel sottofondo i feedback ovattati, si incastrano al riverbero cosmico e nel silenzio un arpeggio stupendo prende vita. Una batteria leggera poi, si collega al rumore corposo, della seguente “Cap II – Il Fuoco”.

Una traccia preziosa che a piccoli passi, accelera d’intensità, per poi rallentare sul tempo irregolare del bridge centrale.

Il loop temporale che si crea sopra il basso e la ritmica, lascia brividi unici sulla pelle, fino ad esplodere con una rabbia distorta, chiudendo la traccia. Il delay meticoloso della chitarra, apre gli occhi sull’arpeggio dolce di “Cap III – L’Inganno”, cullandoci a dovere su un luogo dormiente, i passaggi oscuri tornano nel finale lasciando un punto in sospeso.

“Cap IV – La Festa” invece si lascia andare a una giornata spensierata, alla ricerca di ricordi felici. Qui ci sono i primi accenni di post rock, dove un chiaro riferimento ci porta ai Mogwai, le chitarre contagiose si addentrano in una struttura leggera, di un tempo godibile. Nei seguenti due capitoli “Cap V – L’Uomo Meccanico” e “Cap VI – La Fuga”, troviamo il collegamento principale di quest’opera, il punto più alto, dove prende vita la figura di questa macchina, avvolta da un sentimento represso, che porta alla fuga.

Il basso magnetico, danza in modo preciso su una batteria graffiante. I continui rumori spaziali, si agitano lungo tutta la durata molto lunga, con un’emozione magica, che si infrange su un delirio estremo.

Questo tiro energico continua anche sul “Cap VII – Il Ballo” all’interno di un vortice caldo e ben strutturato, qui la ritmica fa un lavoro incredibile, lasciando un segnale forte alla melodia. L’opera infine si chiude sulle note dell’ultimo capitolo “Cap VIII – Lo Scontro” per affrontare questa lunga battaglia, che prende il sopravvento in chiave elettronica, il giro di batteria ruvido si sposa alla perfezione, con il noise disturbante e unisce tutti gli elementi aggiuntivi, a una scrittura contemporanea d’altri tempi.

Gli Earthset mettono su una sinfonia unica e sensazionale, portando alla luce un racconto drammatico a tinte aggressive, per lasciare un significato grandioso e di nicchia.

VOTO: 7,5

Earthset – L’Uomo Meccanico(2020)

Dischi Bervisti / Koe Records

Live recorded, mixed and mastered by Claudio Adamo.

Earthset are:

Costantino Mazzoccoli: guitars

Luigi Varanese: bass

Ezio Romano: guitars

Emanuele Orsini: drums

Link:

Bandpage Facebook: https://www.facebook.com/Earthset

Bandcamp: https://earthset.bandcamp.com/music

Spotify: https://open.spotify.com/artist/27FihPbgJOaSdAyq9kgb9t

Simone – Postrock.it