Drovag – Toxin - Postrock.it
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Drovag

Toxin

Drovag è il progetto solista del musicista Alessandro Vagnoni, uno degli artisti più carismatici e attivi sul panorama underground italiano.

Attualmente milita in band importanti e di spessore come i Bushi e Bologna Violenta, prestando la sua tecnica sopraffina come batterista. Infine in quest’ultimo periodo, si è immerso totalmente in un nuovo collettivo abruzzese i The Breakbeast per un’insieme di viaggi sperimentali e jazz fusion da brividi. Questa nuova creatura invece nasce come one man band, dal forte impatto sperimentale, dove il musicista si cimenta sull’insieme di sonorità diverse e di rilievo, spaziando il suo mondo visionario dal rock, al synth pop, per poi passare alla psichedelia e viaggi cosmici a tinte elettroniche. Il risultato è un disco roccioso e intenso, il titolo che esce fuori è Toxin, prodotto per l’etichetta inglese All Will Be Well Records.

L’album viene interamente studiato e prodotto sotto il periodo di fermo, causato dalla pandemia, dove Alessandro, con grande cura riporta alla luce composizioni composte nel passato, per un risultato importante.

Con l’apertura ipnotica di “So Hard” si capiscono da subito le intenzioni precise del compositore, che avvolge il suo mondo psichedelico, dentro un ambiente caldo e personale. La linea vocale segue uno stile dark new wave e la drum machine regge una dinamica corposa. Segue “Cinéma Vérité” dove le sfumature melodiche, si spostano sul tiro electro rock, sembra di ascoltare qualcosa di vissuto stile Peter Gabriel.

Nel vortice temporale del brano la chiave ritmata, si sposa alla perfezione con il synth spettrale.

Lo stesso timbro maturo viene affrontato su “Dress Code” per una sinfonia teatrale, qui le ambientazioni oscure si incastrano a un tempo ritmato, che a tratti si distorce nei vari cambi. Su “Surface” invece l’atmosfera si tinge di sonorità complesse, con un piccolo passaggio virtuoso sulla linea vocale. Il synth crea un’opera preziosa e si inserisce nel modo giusto. Nell’universo parallelo di “Housekeeping” le vibrazioni graffianti e orecchiabili, innalzano il percorso duro e surreale, affrontato nell’ultimo periodo, come a voler narrare qualcosa di strano e fuori da ogni schema.

Mentre sulle note al cardiopalma di “Her Last Meal” unica composizione strumentale del disco, torna a splendere il paradiso ricercato, con una buona dose di elettronica vintage.

Sulla title track “Toxin” la preziosa collaborazione al sax tenore di Sergio Pomante è stupenda. Il brano si impreziosisce con il percorso suggestivo di quest’ospite, su un sound orientale magico. Il pianoforte delizioso di “Put YourSelf Aside” invece apre una suite delicata, per un sogno ad occhi aperti. La chiusura dell’album viene affidata a due tracce diverse e grottesche tra loro “Voices” e “Shutter” dove la visione enorme e la cultura musicale pazzesca di Alessandro, chiudono in modo superiore questo disco.

Una produzione interessante e originale, dove la dimensione si colora d’infinito lungo tutta la sua durata. Il suo ascolto si presenta sicuro e con una qualità internazionale, la realtà subisce i suoi mutamenti nei diversi stili musicali, per un lavoro unico e magnetico.

VOTO 7

Drovag – Toxin(2021)

– All Will Be Well Records

Mixed and Recorded by Alessandro Vagnoni (Plaster Productions)

Link:

https://www.facebook.com/drovag

https://allwillbewellrecords.bandcamp.com/album/toxin

 

Simone – Postrock.it