Creatures from the Black Lagoon - The Crooked Tree Cult - Postrock.it
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Creatures from the Black Lagoon

The Crooked Tree Cult

Il Blues non ha ancora pronunciato la sua ultima parola. Questo ci dimostrano i campani “Creatures from the Black Lagoon” con il loro nuovo lavoro, denso di sapori retrò, ma con un occhio al futuro della musica. Ecco a voi “The Crooked Tree Cult”
Vi siete mai chiesti “Chissà come sarebbero i grandi classici del passato, se venissero registrati oggi?”. Credo che questo sia il principale spunto per analizzare questo percorso musicale, denso di sapore vintage, ma con sonorità moderne e a volte anche sperimentali.

Partiamo dal primo brano. L’impatto è subito positivo, e ci troviamo subito a navigare su un traghetto a vapore sulle rive deserte del Mississipi. Potremmo essere agli inizi del secolo scorso, su per giù. Il suono caldo della chitarra ci accoglie, con quel graffiato che sa di Whiskey invecchiato.

La batteria sostiene il ritmo, con quell’andamento che ci ricorda un pò i treni a vapore, oppure i minatori che con i loro colpi affondavano le radici i quel paese sperduto, l’America, dove tutto è iniziato tanti anni fa.

Il basso è semplice, nudo, trasparente, ma tocca le corde giuste e ci fa socchiudere gli occhi per non perdere il ritmo delle immagini che si susseguono nella nostra mente.

Dal secondo brano in poi ci rendiamo conto che il primo in realtà è solo un’overture: infatti è l’unico brano originale di questo lavoro, mentre gli altri sono tutte rivisitazioni di grandi classici del blues.

Canzoni eseguite ad arte da un gruppo che sa il fatto suo. La chitarra va su e giù senza sosta con ritmiche conosciute e indimenticabili, mentre la voce ci accompagna lungo il grande tragitto con il suo mood graffiante, tipico degli anni 50/60.

E ci ritroviamo così ad ascoltare capolavori senza età, ma registrati con grande qualità, e sonorità moderne, che ci fanno pensare in continuazione “Questa canzone sembra scritta ieri!”.

I ragazzi sono stati bravi a sintetizzare un’epoca in pochi brani. Una grande cultura musicale che traspare ad ogni nota, ad ogni passaggio. I Creatures from the Black Lagoon sanno il fatto loro, e ce lo rivelano poco per volta, senza fretta, dimostrandoci che la musica di qualità è intramontabile.

Quello che ho apprezzato più di tutto in questo lavoro è stata la loro capacità di rivisitare brani di una certa età, rendendoli in qualche modo “attuali”. Un lavoro sicuramente non facile, e in questo devo complimentarmi davvero con tutti.

Avete dimostrato una grande cultura musicale, una capacità di esecuzione non indifferente, e soprattutto la percezione di trovarci a riascoltare questi brani nel 2022, con il bisogno di sentirli nostri, attuali, come se fossero nati sotto i nostri occhi.

Siete riusciti a regalarci una splendida macchina del tempo, bravi ragazzi!

VOTO: 8

Creatures from the Black Lagoon are:

Roberto Frattini – chitarra, piano, armonica, voce
Francesca Filippi – basso
Luca Bravaccino – batteria

Link:

Bandpage Facebook:

https://www.facebook.com/CreatureFTBlackLagoon

Spotify:

Paul – Postrock.it