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NON È NULLA

GIOVE

Non è Nulla – Giove. A dispetto del nome del progetto, per noi è un grande lavoro che merita il vostro ascolto. Postrockers, immergetevi con noi in questo nuovo album!
 
Oggi ci buttiamo nell’ascolto di un artista emergente con tutte le carte in regola per farsi una strada nel panorama Postrock. Il suo nome è Marco Corradi, il suo progetto si chiama Non è nulla, il suo nuovo album è Giove. Non fatevi ingannare dal nome.. qui c’è molto da sentire.

Un artista alle prime armi, un lavoro dal sapore casalingo, ma con grandissime potenzialità. Questo il primo impatto che abbiamo ascoltando il nuovo lavoro di Marco Corradi, artista romano emergente nel campo della musica sperimentale.

Mentre stiamo ascoltando, piacevolmente colpiti dal sound e dalle scelte stilistiche, leggiamo qualcosa in più su questo artista:

“l’album è nato dopo una pausa di due anni dalla musica in cui non toccavo quasi mai gli strumenti. Un giorno, per l’infondata paura di non poter più suonare, ho ripreso in mano la chitarra, l’ho collegata al computer e ho iniziato a registrare suoni un po’ casuali per tre settimane. Alla fine ho messo tutto insieme ed è uscito Giove.”

Scegliamo di iniziare così la nostra recensione, con le stesse parole di Marco Corradi, che così racconta il suo lavoro su Bandcamp.com.

Ci lanciamo quindi senza ulteriore indugio nell’ascolto di questo lavoro, e lasciamo che sia la musica a parlare.

Amaltea, una overture degna di nota. Ci piace il sound iniziale, il tappeto elettronico nella quale tutto nasce e prende vita. La chitarra è ammaliante, morbida, e si mischia molto bene con l’insieme degli effetti synth che accompagnano il brano.

Nel complesso, questo brano ci fa subito pensare ai primi GIAA. Un lavoro grezzo, sincero e intenso. Drizziamo subito le orecchie, ascoltiamo, la testa segue il ritmo. Ci piace, ci piace molto.

Io, forse il brano ha un’intenzione autobiografica in qualche modo, e in questo senso ci sembra di tracciare un pò l’identikit di questo artista.

Europa, C’è della malinconia, c’è la voglia di tornare a sperare, a sentire sensazioni intense.

Ganimede, questo brano colpisce, così come il primo, per la forza e la trasparenza con cui viene messo in campo.

Metis, un altro interessante capitolo di questo lavoro, che ci porta verso nuove rotte.

Tebe, qui entra in gioco un rimbalzo interessante, fatto di arpeggiatori, suoni più aspri, elettrici, che si alternano con un ritmo incalzante di ritmica digitale e basso elettrico.

Elara, sono onde di un mare fatto di note, in quale la chitarra nuota, esce e si tuffa nuovamente.

Callisto, nel complesso, anche qui siamo in presenza di ottime scelte stilistiche e un grande potenziale.

Imalia, Le idee sono buone, c’è molto da ascoltare. Molto interessante il gioco tra chitarra e basso iniziale. Ottimo il tappeto ritmico.

Passiamo quindi al verdetto finale: Interessanti scelte compositive fanno da supporto ad un lavoro che non ha nulla di meno rispetto a lavori molto importanti nel campo sperimentale. La qualità di registrazione non è eccelsa, soprattutto nella chitarra che denota la mancanza di una qualità di registrazione studio, ma ciò che ci rimane di questo brano è un senso positivo. 

Le caratteristiche ci sono tutte. Un importante inizio per un artista di cui aspetiamo il salto con un lavoro professionale e in studio.

Voto: 7

 

Paul – Postrock.it